Ogni anno si porta dietro le sue sfide, soddisfazioni e delusioni. Dodici mesi sono tanti, ma mai abbastanza per la nostra fame ludica.
Da Splendor a Great Western Trail, da Zombicide 2nd Edition a Frostpunk, da Calico a Carnegie, quest’anno non ci siamo davvero fermati un attimo. I nostri computer si sono quasi fusi, i nostri laser hanno colpito più delle armi degli Stormtrooper, i nostri organizer hanno fatto più giri del mondo dei satelliti di Starlink.
Ma non possiamo stare tranquilli, perché il caos è una brutta bestia: appena pensi di averla domata esce dalla sua gabbia e torna a far danni. E tanti ne farà anche quest’anno, lo sappiamo.
Ma abbiamo già puntato i nostri armamenti, i nostri motori sono già accesi verso nuovi orizzonti. Tanti altri giochi arriveranno, tante altre sfide ci aspettano. Quest’anno abbiamo affrontato il nostro personale Tarrasque, si chiamava nientepopodimeno che… Frosthaven. Lo abbiamo aperto, defustellato, imbustato e osservato con la stessa paura che ha un bambino dell’armadio del nonno la notte. Ma poi abbiamo imbracciato i nostri fucili a neuroni, lo abbiamo studiato, abbiamo trovato tutti i suoi punti caotici. E abbiamo colpito. E poi ancora, e ancora, fino ad abbatterlo in un’abbagliante esplosione di Ordine.
Ci siamo divertiti a creare il nostro organizer per Cascadia, un piccolo gioiellino fatto di contenitori arborei. Abbiamo temuto la potenza atomica di Nucleum, ma lo abbiamo rinchiuso nel nostro reattore scatoloso, e ora è a prova di bomba. Abbiamo organizzato Wingspan con tutte le sue espansioni; ora tutte le sue starnazzanti creature stanno belle comode nella nostra voliera.
E visto che siamo in continua evoluzione, ci siamo cimentati con Darwin’s Journey, creando sia un organizer per la sua declinazione Kickstarter che un organizer per la versione Retail: ora la Beagle solcherà mari tranquilli, statene certi.
E visto che gli organizer non ci bastano, ci siamo cimentati in The Ark e i suoi meccanismi: una dice tower che diventa portadadi sigillato in un solo gesto. C’è voluta un po’ di ingegneria, trigonometria e tanti, tanti prototipi, ma alla fine siamo riusciti nella nostra invenzione.
Per alcuni Maggio è il mese dei fiori, ma per noi è quello del Modena Play. Ogni anno che passa cresce la platea di chi, come voi, apprezza il nostro lavoro, e credeteci quando vi diciamo che la vera benzina, idrogeno o elettricità che porta avanti il motore del nostro lavoro siete voi. Vedervi dal vivo in fiera con i vostri complimenti e suggerimenti; vivervi per quello che siete e siamo, ovvero giocatori duri e puri; sentire, vedere e ascoltare la vostra passione che alimenta la nostra e viceversa, in un loop che farebbe invidia a qualsiasi reazione a catena.
È questo che giustifica e amplifica le notti insonni a progettare, braccia e testa doloranti dopo giorni di fiera, la fatica di caricare e scaricare furgoni, montare e smontare. Non solo in fiera, ma anche sul nostro sito o mentre leggete il nostro blog, sulla nostra pagina facebook o mentre guardate le nostre storie su Instagram. Mentre riconoscete i nostri setupper in una recensione.
Ma soprattutto, mentre aprite la scatola di un gioco e, dopo pochi minuti di setup, iniziate a gestire, combattere, ottimizzare, piazzare lavoratori.
Quando diventerà normale mettere sul tavolo una nostra scatolina anziché svuotare l’ennesima ziplock, quando il nostro legno diventerà di casa nelle vostre scatole, quando il gesto di cercare “The Dicetroyers” dopo aver acquistato un gioco sarà come cercare le chiavi per aprire la vostra porta di casa, allora, e solo allora, potremo dire di aver fatto il nostro lavoro come si deve.
Buon anno da Paolo, Giorgio, Francesco e i due (sì, ci siamo clonati) Alessandro.
Buon anno dal team e The Dicetroyers. Shut up, and Setup!
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