Echoes of Time è uno di quei giochi che arrivano sul tavolo con l’aria elegante e misteriosa di chi sa perfettamente che entro venti minuti farà litigare tutti. Pubblicato dai nostri amici di Cranio Creations, il titolo prende il tema del viaggio nel tempo e lo trasforma in un’esperienza strategica dove ogni scelta modifica eventi, equilibri e probabilmente anche la vostra stabilità emotiva. All’inizio sembra tutto semplice: si piazzano carte, si alterano linee temporali, si cercano vantaggi tattici. Poi qualcuno cambia un evento nel passato e improvvisamente nessuno ricorda più perché metà della plancia abbia senso. È il momento in cui capisci che il gioco non sta simulando il caos temporale: lo sta producendo nel soggiorno di casa tua.

La vera forza di Echoes of Time è che riesce a mescolare strategia e confusione controllata in modo sorprendentemente brillante. Ogni turno dà l’illusione di avere tutto sotto controllo, salvo poi assistere impotenti al crollo dei propri piani perché un avversario ha deciso di “ottimizzare” la timeline, termine elegante per dire “rovinarti l’esistenza”. Eppure il gioco funziona proprio per questo: crea continui colpi di scena, obbliga ad adattarsi e trasforma ogni partita in una specie di thriller storico scritto da persone che hanno dormito poco. C’è sempre qualcuno che cerca di elaborare strategie geniali degne di un supercomputer e qualcuno che invece gioca completamente a caso ottenendo risultati inspiegabilmente migliori. In pratica, una perfetta simulazione della vita adulta.

Anche la componentistica fa la sua parte: carte illustrate benissimo, materiali curati e una presenza scenica che comunica immediatamente “questo gioco costava troppo ma non me ne pento”. Il regolamento, naturalmente, appartiene a quella gloriosa categoria di manuali che sembrano chiarissimi mentre li leggi e diventano improvvisamente testi esoterici appena inizia la partita. Dopo pochi turni, però, tutto prende forma e il tavolo entra in quella dimensione tipica dei grandi giochi moderni: silenzi di concentrazione alternati ad accuse pesantissime. “Non è niente di personale” è una frase che in Echoes of Time precede quasi sempre un sabotaggio devastante. Ed è forse questo il complimento migliore che si possa fare al gioco: riesce a creare coinvolgimento vero, quelle partite che finiscono con persone ancora impegnate a discutere su cosa sarebbe successo “se non avessi cambiato il passato al terzo turno”.

E naturalmente, noi di The Dicetroyers non potevamo rimanere con le mani in mano di fronte a questo meraviglioso titolo. In questo gioco non serve un organizer: i componenti non sono molti e sono già ben organizzati nell’ottimo termoformato del gioco. Eppure, durante il gameplay, qualcosa stride: pagare carte per giocarne altre con in mano un mazzo da 20 non è il massimo dell’ergonomia.

Non vogliamo lasciare nulla al caso, nè durante il setup, nè durante il gameplay, ed ecco perché, in collaborazione con Cranio Creations, abbiamo creato il set ufficiale di standees per Echoes of Time. Dei portacarte doppi per organizzare il turno di gioco: da una parte si potranno piazzare le carte da pagare, dall’altra quelle da giocare. E in mano rimarrà il resto del mazzo, pronto per valutare in che modo sbaragliare la concorrenza e vincere la partita. Un accessorio semplice ed elegante che, una volta smontato, starà comodamente nella scatola di gioco, pronto per la prossima partita.

Se volete la combo definitiva di setup e gameplay, eccola qui, pronta per la prossima partita. Provare per credere!

Scopri anche gli altri giochi del nostro catalogo e contattaci per ogni richiesta o domanda!