Reiner Knizia non progetta giochi da tavolo: lancia esperimenti sociali travestiti da scatole colorate. E con Rebirth riesce nell’impresa più improbabile di tutte: prendere un’ambientazione post-apocalittica e trasformarla in qualcosa che, dopo dieci minuti, assomiglia più a una riunione di geometri ossessivi che a una lotta per la sopravvivenza dell’umanità.

Nel mondo di Rebirth, la civiltà è crollata. Le grandi città sono sparite. Le infrastrutture distrutte. L’umanità deve ricominciare da zero. E cosa fanno i sopravvissuti? Posizionano tessere con la precisione maniacale di chi sta scegliendo le piastrelle del bagno da ristrutturare.

Il gioco è, in perfetto stile Knizia, elegantemente crudele. Le regole si spiegano in pochi minuti: piazzi tessere, colleghi territori, accumuli punti, cerchi di non sembrare troppo minaccioso mentre dentro di te stai già pianificando la rovina economica degli altri giocatori. Tutto molto civile. Fino all’ultimo turno, quando il tavolo si trasforma in una simulazione diplomatica delle Nazioni Unite, ma con più rancore passivo-aggressivo.

La magia di Rebirth sta proprio lì: sembra innocuo. La grafica è pulita, quasi rilassante. I componenti trasmettono quell’idea di “eurogame elegante” che fa sentire immediatamente più intelligenti solo per aver aperto la scatola. Poi però inizi a capire che ogni tessera piazzata da un avversario è un messaggio personale. “Vedi quella valle che volevi completare? Non più”. E improvvisamente il gioco assume il tono di una vendetta notarile.

Knizia, come sempre, sottrae invece di aggiungere. Niente miniature alte trenta centimetri. Nessuna app obbligatoria. Nessun manuale di 47 pagine scritto come un contratto assicurativo. Solo decisioni continue e la costante sensazione di aver sbagliato tutto due turni fa. È game design tedesco allo stato puro: asciutto, matematico e sorprendentemente capace di distruggere amicizie con il sorriso. 

C’è, però, sempre un problema. I soliti milioni di token e pezzettini e niente nella scatola che li organizzi decentemente, se non qualche sparuta ziplock. Inaccettabile.

Con componenti così deliziose e illustrazioni che sembrano uscite da un quadro, dovevamo inventarci qualcosa di veramente bello. Ed eccoci quindi con i castelli di Scozia (o Irlanda?), ovvero il nostro Organizer per Rebirth. Castelli e cattedrali staranno bene al sicuro sul mastio, mentre i token saranno protetti nella loro caserma.

In un solo tocco, non avrete solo un gioco organizzato a puntino, ma delle solide mura su cui fare affidamento durante il gameplay. Serve altro? Certo, un tavolo e dei giocatori, e che la disfida abbia inizio!

Scopri anche gli altri giochi del nostro catalogo e contattaci per ogni richiesta o domanda!