È uno di quei giochi che non si limitano a occupare il tavolo: lo conquistano militarmente. Terzo capitolo della celebre saga horror sci-fi di Awaken Realms, Nemesis: Retaliation prende tutto ciò che aveva reso memorabili i precedenti Nemesis — paranoia, tradimenti, gestione disperata delle risorse e morte improvvisa — e lo trasforma in un’esperienza ancora più aggressiva, cinematografica e brutale. Questa volta non interpretiamo semplici sopravvissuti terrorizzati che cercano disperatamente una via di fuga. No: siamo marines pesantemente armati, inviati direttamente nel nido alieno con un piano semplice e assolutamente ragionevole. Entrare. Eliminare tutto ciò che si muove. Sopravvivere abbastanza a lungo da raccontarlo.
Naturalmente, essendo pur sempre Nemesis, il piano smette di funzionare circa dodici minuti dopo l’inizio della partita.
Retaliation riesce nella difficile impresa di aumentare l’azione senza perdere la tensione psicologica tipica della serie. Le nuove meccaniche rendono il gameplay più dinamico e offensivo: il sistema di combattimento è più diretto, le abilità dei personaggi sono più specializzate e la gestione dell’equipaggiamento offre continuamente decisioni tattiche interessanti. Ma sotto tutta quella potenza di fuoco rimane intatto il vero cuore del gioco: la costante sensazione che qualcosa stia andando tremendamente storto. E infatti, puntualmente, succede.
Ogni partita è un racconto horror emergente. C’è sempre il giocatore che entra in una stanza convinto di avere tutto sotto controllo e ne esce tra le fiamme inseguito da qualcosa con troppe zampe. C’è quello che giura fedeltà assoluta al gruppo salvo poi chiudere una porta al momento perfetto “per motivi strategici”. E soprattutto c’è quel magnifico equilibrio tra cooperazione e sospetto che Nemesis continua a gestire meglio di quasi qualsiasi altro gioco da tavolo moderno. Si collabora perché è necessario. Ci si tradisce perché, molto spesso, è conveniente.
Anche dal punto di vista produttivo il gioco è semplicemente enorme. Miniature spettacolari, plancia modulare, montagne di carte, segnalini, componenti e contenitori vari: tutto contribuisce a creare quell’effetto “kolossal da tavolo” che rende ogni setup già un evento in sé. Ed è qui che nasce il problema. Perché aprire la scatola di Nemesis: Retaliation significa affrontare una vera missione logistica. Preparare la partita richiede spazio, tempo e una quantità di organizzazione che farebbe impallidire un responsabile della NASA.
Ed è esattamente per questo che noi di The Dicetroyers abbiamo deciso di intervenire.
Con il nostro organizer per Nemesis: Retaliation abbiamo trasformato il caos della scatola in una macchina perfettamente organizzata, pronta per essere schierata sul tavolo in pochi minuti. Non si tratta semplicemente di “mettere a posto i componenti”: l’obiettivo è migliorare concretamente l’esperienza di gioco, eliminando tempi morti, ricerche infinite di token e setup interminabili.
L’organizer include portacarte dedicati, contenitori estraibili per risorse e token, spazi precisi per miniature, tessere e componenti vari, oltre a una praticissima dice tower integrata. Ogni elemento è progettato per avere una posizione chiara e immediata, così da rendere setup e reboxing rapidi e intuitivi. Il tutto rimanendo perfettamente compatibile con la scatola originale del gioco, con chiusura a filo e supporto sia per carte imbustate che non imbustate.
E poi diciamocelo: un gioco come Nemesis: Retaliation merita un tavolo ordinato. Quando gli alieni iniziano a invadere i corridoi, l’ultima cosa che volete fare è cercare disperatamente un token in fondo a una busta di plastica.
Perché sì, sopravvivere agli Intruder è difficile. Ma sopravvivere al setup senza un organizer adeguato… forse lo è ancora di più.
Scopri anche gli altri giochi del nostro catalogo e contattaci per ogni richiesta o domanda!

