Ci sono titoli nel grande mondo dei giochi da tavolo che hanno segnato un punto di svolta. Come per i dieci comandamenti, ognuna di queste perle ludiche è rimasta impressa nella pietra, rimanendo ai posteri nelle tavole della legge del game design.
Heroquest ad esempio, con le sue semplicissime ed intuitive meccaniche, ha impresso la legge del Dungeon Crawling. Puerto Rico ha impresso la legge del Determinismo. E c’è stato il gioco che ha segnato la legge del Piazzamento Lavoratori. Stiamo parlando, naturalmente, di Agricola.
Il suo Mosè, ehm papà, porta il nome di Uwe Rosenberg, e probabilmente lui è uno dei motivi per cui questo tipo di giochi da tavolo si chiamano German. È attualmente uno dei game designer più prolifici in circolazione, sono suoi titoli come Caverna, Patchwork, Ora et Labora, La festa per Odino, Le Havre. Tutti, o quasi, con la meccanica più amata da questo autore: prendi una pedina e la metti sul tabellone, ottenendo così dei benefici.
Negli ultimi anni Rosenberg, partendo dal gioco Patchwork, era uscito molto dagli schemi, creando titoli come Cottage Garden e Indian Summer, basati su meccaniche simili al gioco “tetris”: questo gioco all’incastro è stato inizialmente molto apprezzato, ma forse, col passare del tempo, ha un po’ perso di verve, portando il buon Uwe al ritorno ai classici.
Hallertau, presentato a Essen nel 2021, è il suo ritorno alle origini: costruire un villaggio nella regione tedesca del luppolo, utilizzando manodopera fidata da piazzare nel posto giusto, al momento giusto. E fin qui, ho descritto Agricola in tema birrificio, ok. MA…
Un autore ormai consolidato, esperto e sgamato come Uwe Rosenberg non poteva cadere nella ripetitività, e Hallertau ne è la limpida dimostrazione. Certo, piazzi i lavoratori. Certo, vince chi ha più punti. Certo, devi migliorare il tuo villaggio. Ma nel frattempo, nutriti mazzi di carte segneranno la strada da percorrere, carte che possono essere giocate letteralmente in qualsiasi momento, dando boost temporanei e quel sapore di non essere mai certo di stare vincendo… o perdendo. Una ventata d’aria fresca capace di togliere tutta la polvere dal classico “Caverna o Agricola?” che da anni attanaglia gli amanti del teutonico designer. Ora il dubbio sarà “Caverna, Agricola o Hallertau?”
Una sola cosa è certa: in tutti questi titoli il caos regna sovrano. Preparatevi con tonnellate di ziplock e tanta, tanta pazienza per intavolare Hallertau: una miriade di risorse diverse, 11 differenti tipi di mazzi di carte, per non parlare di token, meeple e amenità varie.
Ed è proprio in questi giochi che un setupper diventa fondamentale. Pensare di passare almeno mezz’ora tra allestimento e disallestimento per un gioco che, in due giocatori, si svolge in circa un’ora e mezza, è semplicemente inaccettabile per noi The Dicetroyers. Abbattere questo tempo a non più di 10 minuti è stata la nostra missione. Anzitutto, le bustine saranno un lontano ricordo. I mazzi saranno ognuno nel suo slot dedicato, così come tutte le risorse. Ogni giocatore avrà il suo set in una singola scatolina, e in un attimo il vostro villaggio sarà pronto a sfornare luppolo della migliore qualità.
Così come per Caverna e Agricola, Hallertau si trasformerà da incubo di intavolamento alla scelta obbligata, semplice, e immediata. I giochi di Uwe meritano i migliori setupper, e noi siamo qui per crearli.
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