Entro nel mio negozio di giochi da tavolo preferito. Ed ecco che sale la solita sensazione, la stessa che dovevano avere i bambini in visita alla Fabbrica di Cioccolato. Guardo, mi emoziono, colori, copertine, miniature, token, carte, consigli per gli acquisti dal negoziante… Il mio momento di puro godimento.
Ed ecco che arriva, mi si appoggia alla spalla, un orango di tre metri di altezza che gesticola in modo del tutto casuale e il suo unico verso gutturale suona tipo… “compra! Compra! COMPRA!”. L’altra spalla è vuota, guardo bene e vedo fa capolino un piccolo esserino dalle sembianze di un avvocato del 1800, con tanto di monocolo, orologio da taschino e panciotto. Guarda l’orango con aria di disprezzo, apre un libriccino e inizia “Allora, secondo la tua contabilità personale che ho registrato a pagina 6 bis, hai 60 euro da spendere in giochi oggi. Facendo un piccolo conto, potresti tornare tra tre anni con abbastanza denaro da soddisfare l’orango. Oppure puoi ascoltarmi”. Faccio due conti, e ascolto.
Com’è difficile scegliere. Soddisfazioni e frustrazioni, tutte nello stesso momento, il cervello che va in un loop psichedelico non sapendo cosa dire alla mano. Per fortuna, ci sono loro a salvarmi. Il mio porto sicuro. Gli Autori.
Eh sì, perché quando l’orango comincia a battere il petto, l’unica banana che puoi dargli per farlo calmare è quella della razionalità, e gliela puoi dare solo dopo aver letto oltre il titolo e le immagini di un gioco da tavolo. Ovvero, dopo aver visto chi è l’autore del gioco.
Il giocatore da tavolo con esperienza conosce i propri gusti, e sa che, a volte ma (purtroppo) non sempre, il nome dell’autore di un gioco da tavolo può essere una garanzia. Soprattutto in ambito Eurogame, nomi come Stefan Feld (Castles of Burgundy, Bonfire tra i titoli da noi organizzati), Uwe Rosenberg (Agricola, Caverna, Hallertau, Patchwork tra i titoli da noi organizzati) o Simone Luciani (Barrage, Lorenzo il Magnifico, Sulle Tracce di Marco Polo tra i titoli da noi organizzati) scritti sopra il coperchio di una scatola sono uno dei motivi principali su cui assicurarsi l’acquisto.
L’autore è meccanica, è il cuore di un gioco da tavolo: tutto quello che trovate scritto su un regolamento di gioco è prima passato dalla sua mente, e spesso e volentieri alcune dinamiche di gioco si reiterano di titolo in titolo, dando continuità nella sostanza dei vari giochi. Se ad esempio le dinamiche di piazzamento lavoratori sono tra le vostre preferite, difficilmente sarete delusi da un gioco di Uwe Rosenberg. Ma naturalmente questi eclettici personaggi sono sempre pieni di sorprese: basti pensare a Kwapiński che, dopo diversi titoli tra cui Lords of Hellas, ha saputo reinventarsi, seppur su un’anima prettamente “american”, con Nemesis, pennellando le meccaniche in modi del tutto originali.
Naturalmente, nessuno può prescindere dal considerare le nuove leve, e i nomi poco noti: basti pensare, per dire un nome, a Dennis K. Chan, un fisico teorico che ha inventato uno dei giochi da tavolo più positivamente discussi del 2022, Beyond the Sun.
E quindi, in conclusione, non possiamo permetterci solamente di ascoltare l’avvocato del 1800 che ci tiene la contabilità, andando esclusivamente ad atterrare sui lidi sicuri degli autori affermati, ma di tanto in tanto anche l’orango, tra un “compra!” e l’altro, potrebbe sorprenderci con titoli di autori che, chissà, diventeranno le nuove pietre miliari del futuro del gioco da tavolo. Batti il petto, guarda il portafoglio ma soprattutto… Gioca!
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