Quando si iniziano discussioni sui giochi da tavolo, è abbastanza facile che si odano le solite parole: drago, mago, città, lavoratore, castello, Cthulhu, zombie, spada… Insomma, i temi più gettonati li conosciamo tutti, e di solito passano per la lama di un’arma, per la cazzuola di un muratore, per un cimitero insolitamente animato o per la vecchia fattoria, ia-ia-o.

Ci è voluto del tempo, e parecchio, per cambiare le carte in tavola. Nell’ormai lontano 2019, vagando per il Play a Modena, la fiera sul gioco da tavolo a cui non potremo mai mancare, ci imbattiamo in giganteschi murales inneggianti all’ornitologia. Incuriositi, ci avviciniamo e ci sediamo a un tavolo imbandito di uova, carte di volatili e token a forma di cibo per uccelli. Si parte volendo menar dadi e gestire imperi, e ci si imbatte nel classificare pennuti.

Quel tavolo lo abbiamo lasciato con la risposta alla domanda che ci attanagliava da tempo: l’abito del tema fa il monaco del gioco? E la risposta è stata no, proprio no. Perché quando un gioco è meraviglioso, non importa che parli di volatili come in Wingspan, di viaggi scientifici come in Darwin’s Journey, di come svernare tassi come in Creature Comforts o del modo migliore di piazzare salmoni in California come in Cascadia. Importa solo giocarci, tanto, e bene.

Ed ecco che quei geniacci della AEG se ne escono con il tema che forse meglio di tutti può convincere anche i più ritrosi a sedersi a un tavolo imbandito come si deve: i gatti! E se non bastasse il felino più amato, mettiamoci anche delle morbide trapunte.

Questo piccolo grande capolavoro che porta il nome di Calico, localizzato in Italia dai migliori amici dei family game, ovvero Little Rocket Games, è diventato ormai l’esca perfetta per adescare le nostre ignare vittime, di qualunque genere esse siano: il coperchio con l’illustrazione forse più tenera che sia mai stata creata è come il miele per gli orsi.

E una volta aperto, ha inizio una battaglia a colpi di design perfetti di trapunte, manco fossimo a un corso di uncinetto, per accaparrarsi le grazie dei felini più pucciosi, sperando che non le facciano a brandelli (ma non sarà così, in Calico pare abbiano solo morbido pelo, non affilate zanne).

Ed ecco che già dopo un paio di turni l’abito tenerissimo svela un crudele competitivo di ottimizzazione in cui massacrarsi di ardue scelte per il bottone migliore. Per l’immensa soddisfazione dell’adescatore, e anche delle vittime, naturalmente!

Certo, bisogna essere rapidi a intavolare questo gioco, bisogna comportarsi da veri professionisti sia che si stiano trasformando dei neofiti in hard gamer, sia che si stia intavolando la semifinale del torneo dei felini. E quindi, bando alle ciance, ogni gatto nel nostro organizer sta buono buono nella sua gabbietta, ogni bottone nel suo spazio e ogni token dove deve giustamente stare.

Per un setup in pochi secondi, non sia mai che qualcuno cominci a muovere un po’ troppo la coda!

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