Ed eccoci di nuovo a un grande classico delle ambientazioni dedicate a un gioco da tavolo: il mondo distopico. Una delle domande che meglio fanno frullare autori di ogni genere, dai libri ai film, dai videogiochi alle opere d’arte, è “e se invece di questo fosse successo quest’altro?”. Da questa semplice domanda nascono trame, mondi e a volte universi alternativi, curiosi, inaspettati, a volte cupi, il più delle volte disorientanti.

La domanda di questo articolo è la seguente: “e se invece che nella metà del ventunesimo secolo avessimo scoperto l’energia atomica in piena rivoluzione industriale?”. E la risposta ce la dà questo splendido titolo facilmente categorizzabile nella categoria Eurogame spremicervello: Nucleum.

In pieno boom produttivo, durante il diciannovesimo secolo, l’Europa centrale si trova alle prese con una nuova scoperta: una scienziata tedesca (o almeno, il nome ce lo suggerisce… ma niente spoiler) ha appena scoperto il modo di scindere l’atomo per creare enormi quantità di energia. Il buon vecchio carbone diventerà ben presto il combustibile del passato, per far spazio al “nucleum”, un contenitore pieno di materiale radioattivo in grado di produrre quantità spropositate di energia, ed alimentare la crescente domanda energetica.

Ed ecco quindi che da 1 a 4 giocatori si cimenteranno nell’impresa di sfruttare questa incredibile opportunità, illuminando a giorno la buia e polverosa regione tra Polonia, Germania e Repubblica Ceca.

Impresa non facile, dato che a ogni turno i giocatori si troveranno di fronte ad un’ardua scelta: utilizzare i preziosi token per svolgere delle azioni o trasformarli in binari ferroviari per espandere la propria rete. Nel mentre, ovviamente, non mancherà la costruzione di industrie, quartieri residenziali e laboratori, ma soprattutto l’azione chiave del gioco, ovvero dare energia tramite centrali a carbone o a nuclei ai propri edifici.

A nostro parere gli autori, Simone Luciani e David Turczi, si sono superati in questo titolo: si sente forte e chiara l’atmosfera di Brass: Birmingham, così come la corsa agli armamenti energetici di Barrage, due titoli che hanno fatto la storia degli Eurogame, in un’amalgama perfetta.

Non è certo questo un gioco semplice né da iniziare né da masticare, ma la vera bellezza è nascosta al primo sguardo. A ogni partita si scoprono nuove strategie e trucchetti, e difficilmente una partita sarà uguale ad un’altra. Il setup asimmetrico dona un pizzico di alea a ogni partita, e i giocatori non avranno mai un inizio uguale a un altro.

Né avranno vita facile a intavolare: la quantità di token, meeple, plance e plancette è a dir poco faraonica, e perdere tempo prima di iniziare un gioco del genere non è auspicabile a nessuno.

Ragion per cui non potevamo lasciare che questa perla German si perdesse nel caos: nel nostro organizer per Nucleum c’è tutto quello che serve per intavolare in pochi minuti, scatole giocatore separate, slot dedicati per i vari set esperimento, contratti, componenti di inizio partita… Tutto con carte imbustate, chiusura a filo e possibilità di riporre il gioco in verticale.

Che l’energia scorra senza intoppi, che il caos dell’era del carbone impallidisca di fronte all’ordinata energia atomica, in un fluire armonico di elettroni. Per giocare a Nucleum come si deve, serve la scintilla dei The Dicetroyers.

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