Se c’è una passione che qui in Europa non tramonterà mai è quella per il Sol Levante: il fascino di paesi così lontani da noi, con tradizioni millenarie, usi e costumi così diversi dai nostri e modi di pensare che a volte ci lasciano tanto perplessi quanto curiosi è assolutamente innegabile.
Il Giappone, nel mondo dei giochi da tavolo, è sempre stato nel nostro cuore: giochi come Rising Sun, Bitoku, Tokaido o Yokohama prendono, dal lato Euro o dal lato American, questo meraviglioso paese e cercano di rappresentarlo per quello che era, o è. E poi diciamocelo, le grafiche “jappo”, delicate e semplici, sono qualcosa di irresistibile, e averle tra le mani in forma di carte, meeple o miniature è un piacere ludico non da poco.
C’è anche da dire che questa passione è uguale e opposta in Giappone verso di noi, basti pensare, per esempio, ad Amalfi, creato dal Sig. Takeo Yamada, che ripercorre l’epoca rinascimentale italiana. La lontananza aumenta la passione, è proprio vero.
Ed ecco quindi che Sorry We Are French se ne esce con un bellissimo titolo a tema Giappone, ambientato proprio nel cuore pulsante di Tokyo che, ai tempi, portava il nome di Edo: Iki.
Parola di tre lettere che esprime uno stile di vita basato sull’equilibrio tra bellezza esteriore e profondità interiore, un concetto che a tradurlo in qualsivoglia lingua europea (tedesco forse a parte, loro hanno una parola per tutto…) ci vorrebbe un’enciclopedia intera.
Riuscire a sintetizzare in tre lettere uno stile di vita è qualcosa di profondamente orientale, tradurre in un gestionale il viavai commerciale della città di Edo invece è qualcosa di molto Euro… game. D’altra parte, questo titolo cerca di ripercorrere quell’idea di equilibrio che l’Iki richiama: commercio sì, ma senza troppa speculazione. Denaro sì, ma senza troppo accumulo. Lavoro sì, ma con il giusto grado di prestigio. L’Iki è il punteggio che servirà per vincere, ma l’editore qui lo vede non tanto come il risultato di un accumulo compulsivo di risorse, edifici che valgono più di altri o lo sforzo “capitalistico” di massimizzare il profitto, quanto alla capacità di non far pendere troppo la bilancia da una parte, o dall’altra. Iki, per l’appunto.
In un gioco a tinte così pastello per giocatori che cercano l’armonia, il disordine è qualcosa di assolutamente aberrante.
E quindi, per destreggiarsi tra carte, token e meeple, arriva il nostro setupper per Iki, perché l’eccellenza nell’equilibrio non è solo giocare in armonia, ma anche intavolare, e reboxare, con il giusto ordine e i giusti gesti. Portacarte, portatoken e box per set giocatore dedicati saranno la cornice ideale per il vostro viaggio a Tokyo, per arrivare a livelli di profondità interiore da veri pro.
Se cercate l’equilibrio, Iki fa per voi. Se cercate l’ordine, noi di The Dicetroyers siamo qui per voi. Arigatō, soshite sayōnara!
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