Ci sono storie che sopravvivono a tutto. Ci sono creature che restano nell’immaginario collettivo per sempre. Non parliamo di draghi, né di dinosauri, parliamo di… Zombie!
Lenti, goffi e incredibilmente cattivi. C’è chi dice si uccidano solo tagliandogli la testa, chi asserisce che non si muovano di giorno, chi dice di averne visti che corrono e chi di averne visti di incredibilmente somiglianti a parenti o amici. Alcuni trasmettono zombitudine a chi riescono a mordere, altri sono vittima di incantesimi di necromanzia, ma tutti, proprio tutti, devono morire. Ah, ma sono già morti? E chi lo sa!
Alcuni, come Will Smith in Io sono Leggenda, tentano di stare lontano da queste creature, vittime di un contagio che si diffonde per contatto. Altri, come Brad Pitt in World War Z, ne collezionano scalpi, tentando di fermarne l’avanzata. Altri ancora li evocano con cupi incantesimi, e li usano come servitori. C’è anche chi, come Mercoledì Addams o incalliti Goth, li tratta come gattini, nonostante non facciano certo le fusa.
E c’è anche chi, come CMON, li miniaturizza e li inscatola. In tante, tantissime scatole. Zombicide è ormai un brand di fama indiscussa, un maxigioco fatto di tantissimi capitoli, ambientazioni e scenari, in cui il succo è semplice: 1-imbraccia armi, tante, grosse e cattive (ma anche una padella spesso può fare al caso), 2-usale spesso e volentieri, 3-quando hai fatto quello che devi fare (prendere un hamburger in un fast food, salvare una damigella indifesa o sabotare supercomputer di multinazionali malefiche), scappa. Oppure uccidine altri, e poi… scappa comunque.
La storia è semplice: al mondo, sia esso medievale, fantasy o fantascientifico, è successo qualcosa di molto brutto, e sono arrivati gli zombi. Grassi, magri, veloci, lenti, piccoli, grandi, puliti, sporchi, con gli occhi azzurri o bruni. Con o senza capelli, braccia, gambe o testa. E noi, interpretando cameriere ancora col rancore di quell’ultimo cliente che aveva fatto lo sporcaccione, o impiegati statali che ancor prima dell’apocalisse erano circondati da non morti, o maghi incredibilmente somiglianti a quello stregone del Signore degli Anelli che fumava l’erba pipa degli Hobbit, dobbiamo sopravvivere. Non ce la possiamo fare da soli, serve l’aiuto di tutti e, in un gioco collaborativo, scanzonato e arrabbiato quel tanto che basta per far prendere fuoco al tavolo da gioco a un tiro sbagliato di dadi, ci alzeremo dalle sedie spesso e volentieri per complottare, pianificare, gestire movimenti e azioni ma soprattutto, per uccidere. Tanti. Zombi.
In mezzo a questa baraonda apocalittica, serve organizzarci. D’altronde, i nostri compagni di tavolo non vedono l’ora di dare inizio alle danze, e noi che le ospitiamo non possiamo permetterci di far scendere l’hype da sterminio. Token, carte e tante, tantissime miniature saranno al loro posto in men che non si dica con i nostri prodotti per Zombicide.
Ne abbiamo per tutti i palati: dalla serie Urban, che comprende Zombicide Season 1, Prison Outbreak e Rue Morgue, a Zombicide Black Plague, fino ad arrivare alla 2a Edizione. E visto che sappiamo benissimo che quando la sete di zombi sale, le espansioni non sono mai abbastanza, abbiamo nel nostro arsenale anche la Tana degli Zombie, che permette di ospitare fino a 99 zombie di formato standard, e può essere comodamente inserita in una delle scatole di Zombicide.
Una volta fuggiti, poi, sarà un gioco da ragazzi rimettere tutto in ordine, in attesa del prossimo sterminio.
Per ecatombi fatte con criterio, d’altronde, serve la massima organizzazione. Shut up, and kill that zombie!
Scopri tutti gli articoli del nostro catalogo e contattaci per ogni richiesta o domanda!

