Per chi, come noi, ha una certa età, poche cose colpiscono nell’anima del nostro perenne fanciullo interiore come rievocare dei classici senza tempo, icone che hanno fatto degli anni ‘80 e ‘90 quello che Beatles e Rolling Stones avevano fatto degli anni ‘60.

Saghe come Star Wars, Star Trek, I Ghostbusters o I Goonies sono state uno dei motivi per cui i nostri genitori, dopo giornate intense di lavoro, ci hanno più detestato. Aspettavamo trepidanti davanti allo schermo di vedere, per la decima volta, Yoda, Sloth, Slimer o il capitano Kirk ripetere frasi iconiche, o gesti che ci avrebbero accompagnato per gli anni a venire. Nel frattempo i nostri vecchi russavano sul divano, ma forse qualche attempato temerario, con un occhio aperto, provava anche solo un briciolo del nostro entusiasmo. D’altronde, un must è un must.

Indiana Jones è stato uno dei più iconici eroi degli anni ‘80, e padre putativo di innumerevoli archeologi e appassionati di storia antica (o forse di ancor più numerosi geek?). Esplorare rovine, risvegliare poteri sopiti da tempo, scoprire tesori inestimabili: questo ed altro animavano in modo sublime film senza tempo come Indiana Jones e il tempio maledetto, e i nostri giovani neuroni ne venivano inebriati, in un’ubriacatura di lusso in puro stile Steven Spielberg.

Il tema dell’esplorazione e dell’archeologia, infarcito di cultura Pop, non poteva che essere un’opportunità da cogliere a piene mani per il mondo del gioco da tavolo, e Le Rovine Perdute di Arnak ne è una delle interpretazioni meglio riuscite degli ultimi tempi.

Questo titolo di stampo Euro, basato sulla meccanica del piazzamento lavoratori, ha davvero stupito il pubblico dei giocatori con un motore che, seppur quasi interamente deterministico, sa regalare una tematicità che pochi German hanno saputo offrire.

Scoprire nuovi siti con i propri temerari archeologi, trovare Artefatti e affrontare, o scappare a gambe levate da temibili Guardiani in questo gioco non sono semplici azioni, ma parte di un’avventura vera e propria, una lotta all’ultimo punto vittoria.

La grafica è davvero molto ben fatta, evocativa e i materiali, seppur di fattura non eccezionale, rendono davvero giustizia al caro vecchio Indy.

É un gioco che si presenta pieno di token, carte e risorse, ed il setup non è per niente intuitivo, né veloce. Noi di The Dicetroyers non potevamo esimerci, naturalmente, dal mettere ordine a tutto questo caos. Chiamatelo il nostro modo di rendere omaggio al buon Harrison Ford, nel nostro piccolo.

Il concetto che più ci sta a cuore si mostra in tutta la sua potenza organizzativa nel nostro setupper per Le Rovine Perdute di Arnak: in un solo gesto tutte le carte, i token e le risorse saranno posizionate sul tabellone, con tray con le misure esatte delle posizioni che devono occupare. Set giocatore con slot dedicati ospiteranno archeologi e segnalini, e in un lampo saremo pronti ad avventurarci nelle Rovine Perdute.

L’avventura attende, e non vi preoccupate, perché a organizzare le vostre fruste, bussole e pistole ci pensiamo noi. Che il viaggio abbia inizio!

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