Non di soli Eurogame vive il ludofilo.

Qualche anno fa, tra una partita a Great Western Trail e una spremuta di cervello a Bonfire, mi domandavo, da buon germanista, se prima o poi ci fosse stato un gioco che mi avrebbe appassionato tanto quanto un gestionale, e che naturalmente fosse ai suoi antipodi.

Poi è arrivato Nemesis, e nulla è più stato come prima. A seguire Gloomhaven, e tutto il mio castello di carte da Eurogamer è crollato. Ci sono dei giochi che ti costringono a un cambio radicale di ottica, e se uscire dalla propria comfort zone di meeple a forma di pecora e grano spesso ti ci fa ritornare in pochi secondi, in alcuni casi la nostra Caverna di Platone viene abbattuta a colpi di genio creativo e ti ritrovi in valli assolate, e alla fine non è poi così male, ammettiamolo.

Ma mai mi sarei aspettato di amare così tanto un gioco “Skirmish” in cui la pesca di carte e l’alea sono così forti come in Black Rose Wars.

Di certo quei geniacci di Ludus Magnus Studio non hanno risparmiato neanche un neurone in questo capolavoro di gestione mano e botte da orbi in una piccola loggia che pare più un ring di WWE, e non è tanto per le meccaniche comunque di un’eleganza pazzesca, quanto, a mio parere, per l’amalgama perfetta delle carte delle varie scuole di magia, che si mescolano nelle loro abilità, trigger, danni a nemici e stanze (ma quanto è bello distruggere tutto…?) meglio di come farebbe un mastro pasticcere alle prese con una Sacher da presentare ai reali Austroungarici.

E allora mi sono chiesto, quando gli amici di Ludus ci hanno consegnato una copia di Black Rose Wars: Rebirth con tanto di ROTAS box e tutte le altre espansioni della fortunatissima campagna Kickstarter (e i grazie non sono mai abbastanza!): può migliorare un gioco così maledettamente innovativo, elegante e cattivo?

La risposta è un altrettanto maledettissimo sì! Se in Black Rose Wars a volte ci si incastrava un po’ troppo nelle carte di grimorio e mano e non si riusciva a fare la combo della vita, in Rebirth ogni cosa sembra al suo posto, ogni abilità si lega comunque in qualche modo a una strategia a medio e lungo respiro, e tutto assume un’armonia assoluta. E la Sacher diventa il miglior maritozzo “de Roma” che abbiamo mai assaggiato.

E noi di The Dicetroyers non potevamo che omaggiare questa splendida rinascita della Rosa Nera con il nostro organizer per Black Rose Wars: Rebirth che non solo tiene il gioco base, ma anche le espansioni Deadly Mask, Apocalypse, Jukas e Irene. Ma non solo! Nello Smart Tray potrete alloggiare tutte le scuole di magia delle espansioni di Rebirth, e set di miniature dalla ROTAS o dagli altri addon del gioco. Ogni millimetro sarà riempito di componenti, e l’armonia di questo gioco si espanderà, finalmente, anche al setup. Provare per credere.

Ma non è finita qui, abbiamo creato anche l’accessorio definitivo per i vostri tornei: il set giocatore per Black Rose Wars: Rebirth, un portamazzo che ospita anche la miniatura del vostro mago, con spazio per i token. E se non vi basta, il coperchio si trasforma in uno stand per carte, per organizzare al meglio la vostra fase di preparazione.

Perché per diventare un vero Magister, ci vuole un vero Setupper. Tutti nella loggia, e che la sfida abbia inizio!

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